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Direttiva NIS2 Cyber News

Direttiva NIS2 e OT Security: impatti, requisiti e soluzioni

Direttiva NIS2 e OT Security

L’impatto della NIS2 sull’OT Security

La Direttiva NIS2 rappresenta un punto di svolta per la cybersecurity europea. Se fino a pochi anni fa la protezione delle infrastrutture IT era considerata sufficiente per ridurre il rischio informatico, oggi questo approccio non basta più.

La crescente digitalizzazione degli impianti industriali ha reso i sistemi di OT Security (Operational Technology) un obiettivo sempre più frequente degli attaccanti, rendendo necessaria una strategia di protezione integrata.

Per le aziende manifatturiere e per tutte le organizzazioni che gestiscono processi industriali, la relazione tra NIS2 e OT Security è diventata un elemento centrale della governance della sicurezza.

Qual è l’impatto della NIS2 sull’OT Security?

La Direttiva NIS2 amplia il numero di organizzazioni soggette agli obblighi di cybersecurity e introduce un approccio basato sulla gestione del rischio.

Le misure di sicurezza non devono più riguardare esclusivamente server, workstation e servizi digitali, ma comprendere anche gli impianti produttivi, i sistemi di controllo industriale e le reti OT che garantiscono la continuità operativa.

Questo significa che le aziende devono acquisire piena visibilità degli asset OT, monitorarne costantemente lo stato di sicurezza e implementare procedure di rilevazione e risposta agli incidenti che coinvolgano contemporaneamente ambienti IT e OT.

L’Operational Technology e gli standard di riferimento

L’Operational Technology comprende l’insieme di hardware e software utilizzati per controllare macchinari, linee di produzione, PLC, sistemi SCADA e infrastrutture industriali critiche.

A differenza dell’IT tradizionale, dove la riservatezza dei dati è spesso la priorità principale, negli ambienti OT diventano fondamentali la disponibilità e la continuità operativa. Un’interruzione di produzione può infatti causare danni economici significativi e compromettere la sicurezza degli operatori.

Per questo motivo, il principale riferimento internazionale è lo standard IEC 62443, che definisce un insieme di requisiti tecnici e organizzativi per proteggere i sistemi di automazione industriale attraverso una segmentazione della rete, la gestione degli accessi, il monitoraggio continuo e l’adozione del principio di security by design.

I punti chiave della sicurezza OT nella NIS2

La Direttiva NIS2 evidenzia una serie di misure che trovano piena applicazione anche negli ambienti OT.

Tra gli aspetti più rilevanti troviamo:

  • Gestione del rischio cyber estesa agli impianti industriali
  • Inventario e monitoraggio continuo degli asset OT
  • Segmentazione delle reti IT e OT
  • Gestione delle vulnerabilità e degli aggiornamenti compatibili con gli impianti di produzione
  • Rilevazione tempestiva degli incidenti
  • Continuità operativa e piani di disaster recovery
  • Monitoraggio della supply chain e dei fornitori che hanno accesso ai dati

L’obiettivo della Direttiva NIS2 non è solamente ridurre il rischio di attacco, ma aumentare la resilienza complessiva dell’organizzazione.

Non solo obblighi: i vantaggi strategici per l’operatività dei macchinari di produzione

Considerare la conformità esclusivamente come un adempimento normativo rischia di limitarne il valore.

Investire nella OT Security significa infatti ridurre i fermi macchina causati da incidenti informatici, migliorare la disponibilità degli impianti e aumentare la capacità di individuare comportamenti anomali prima che si trasformino in un’interruzione della produzione.

Un monitoraggio continuo degli ambienti industriali permette inoltre di semplificare gli audit, migliorare la collaborazione tra i team IT e OT e supportare decisioni più rapide durante la gestione di un incidente.

In questo scenario, NIS2 e OT Security diventano due elementi complementari di una strategia orientata alla resilienza operativa.

SGBox per l’OT Security: approccio integrato e security by design

Per proteggere efficacemente gli ambienti industriali non è sufficiente introdurre nuovi strumenti di sicurezza. È necessario adottare una piattaforma capace di correlare gli eventi provenienti dagli ambienti IT e OT, offrendo una visione unificata del rischio.

SGBox nasce proprio con questo approccio. Grazie all’integrazione delle funzionalità di Log Management, SIEM e SOAR all’interno della piattaforma proprietaria e modulare, SGBox permette di:

  • Raccogliere i Log all’interno del Cloud europeo certificato ACN
  • Centralizzare i dati di sicurezza
  • Monitorare in tempo reale lo stato di sicurezza
  • Rispondere tempestivamente agli incidenti
  • Monitoraggio delle vulnerabilità e della superficie esterna di attacco
  • Raccogliere evidenze utili alla Compliance, con report e audit di sicurezza approfonditi

L’integrazione tra tecnologie, processi e competenze permette alle organizzazioni di implementare un modello di security by design, nel quale la sicurezza viene progettata fin dall’inizio e accompagna l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura industriale.

Con SGBox, la conformità alla Direttiva NIS2 diventa così l’occasione per rafforzare la protezione degli ambienti OT, aumentare la resilienza operativa e costruire una cybersecurity realmente integrata.

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