I principali rischi di sicurezza informatica nella Pubblica Amministrazione

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Il settore della Pubblica Amministrazione è uno dei comparti industriali più colpiti dagli attacchi informatici.
Secondo l’ultimo Report Clusit 2026, (che prende come periodo di riferimento l’anno 2025), la Pubblica Amministrazione italiana (categoria Gov/Mil/LE nella tassonomia Clusit) è tornata a essere, nel 2025, il bersaglio numero uno del cybercrime nazionale, dopo due anni in cui il primato era stato conteso da altri settori.
La PA assorbe il 28,4% di tutti gli incidenti censiti in Italia nel 2025, guadagnando 12 punti percentuali rispetto al 2024. In termini assoluti, gli attacchi al settore sono passati da 37 (2024) a 107 (2025): +290%, di gran lunga la crescita più marcata tra tutti i comparti monitorati.
La tecnica di attacco principale è il DDoS (Distributed Denial of Service), con un totale nazionale di 5.930 attacchi registrati nel 2025, in crescita del 26% sul 2024 (4.720)
Un dato allarmante, che fa emergere sempre di più l’esigenza di adottare le giuste misure e strategie per difendersi dai numerosi attacchi che minacciano l’integrità dei processi e portano al furto di dati personali e informazioni sensibili.
Le tipologie di attacco verso la Pubblica Amministrazione
| Tipo di attacco | Conseguenze tipiche |
|---|---|
| DDoS | Indisponibilità di siti e portali, difficoltà di accesso ai servizi, danno reputazionale |
| Ransomware | Cifratura dei dati, blocco dei processi, possibile esfiltrazione e ricatto |
| Phishing o compromissione di account | Accesso abusivo a sistemi, frodi, propagazione interna dell’attacco |
| Data breach | Divulgazione di dati personali, rischio di furto d’identità e sanzioni |
| Supply-chain attack | Compromissione simultanea di più enti tramite un fornitore o una piattaforma condivisa |
| Wiper o sabotaggio | Distruzione dei dati e difficoltà di ripristino, con potenziali effetti sistemici |
| Defacement e disinformazione | Alterazione delle comunicazioni istituzionali e perdita di autorevolezza |
Quali sono le conseguenze di un attacco informatico nelle Pubbliche Amministrazioni?
Un attacco informatico a una Pubblica Amministrazione può causare interruzione dei servizi essenziali, perdita o diffusione di dati, costi economici, responsabilità legali e perdita di fiducia dei cittadini. La gravità dipende dal tipo di attacco, dai sistemi coinvolti e dalla capacità dell’ente di rilevare, contenere e ripristinare l’incidente.
Di seguito le conseguenze principali:
Interruzione dei servizi pubblici essenziali per i cittadini
Anche un attacco DDoS relativamente breve può impedire l’accesso ai servizi digitali. Al contrario, in caso di attacco Ransomware, i tempi di interruzione posso dilatarsi, con effetti più gravi dovuti alla violazione di dati.
Perdita, alterazione o divulgazione di dati
Le PA gestiscono grandi volumi di dati sensibili, tra cui dati anagrafici e fiscali, informazioni sanitarie, documenti amministrativi e giudiziari, credenziali e identificativi digitali.
La compromissione può comportare violazione della riservatezza, furto di identità, frodi, ricatti e uso improprio delle informazioni. Un attaccante potrebbe inoltre alterare dati o registri, compromettendo l’integrità di graduatorie, pagamenti, autorizzazioni, cartelle cliniche o atti amministrativi.
Rallentamento o paralisi operativa
Un attacco può causare rallentamenti sensibili nell’operatività, dovuti all’indisponibilità delle applicazioni interne o alla perdita di accesso a file e database.
Il problema può propagarsi a comuni, regioni, ministeri, aziende sanitarie, società in-house e fornitori ICT, soprattutto quando esistono dipendenze condivise o infrastrutture centralizzate.
Costi economici diretti e indiretti
Per una PA, il danno economico non coincide soltanto con una perdita di fatturato: può manifestarsi come ritardo nell’erogazione dei servizi, spesa straordinaria e uso inefficiente di risorse pubbliche.
Sanzioni e responsabilità
In caso di violazione di dati personali, l’ente può dover gestire gli obblighi previsti dal GDPR, inclusi:
Valutazione dell’incidente e del rischio per gli interessati;
Notifica al Garante entro i termini applicabili;
Comunicazione agli interessati quando il rischio è elevato;
Documentazione dell’evento e delle misure adottate.
Possono inoltre emergere responsabilità amministrative, disciplinari, contrattuali o penali, in funzione della natura dell’incidente e delle carenze organizzative. Per gli enti rientranti nel perimetro NIS2 o in normative nazionali collegate, un incidente significativo può comportare anche obblighi di notifica, gestione e cooperazione con le autorità competenti.
La piattaforma SGBox: tecnologia italiana per la protezione dei dati in conformità a GDPR e NIS2
La piattaforma proprietaria SGBox SIEM & SOAR garantisce la totale protezione dei dati sensibili di persone e istituzioni pubbliche, in modo conforme a GDPR e Direttiva NIS2.
L’ambiente Cloud di SGBox è certificato ACN e garantisce la sovranità del dato attraverso l’archiviazione dei log di sicurezza all’interno di datacenter europei, per facilitare il raggiungimento della conformità alle normative e garantire elevati livelli di flessibilità.
Ecco come la piattaformaprotegge la Pubblica Amministrazione dagli attacchi in continua evoluzione:
- Advanced Log Management (Cloud e On-Prem): raccolta dei log, analisi, crittografia e marcatura temporale per garantire l’integrità e immutabilità delle informazioni sensibili.
- Autenticazione e controllo degli accessi, per assicurare che solo gli utenti autorizzati possono accedere ai dati sensibli.
- Gestione centralizzata degli eventi di sicurezza e correlazione in tempo reale (SIEM) per rilevare attività sospette e comportamenti anomali.
- Audit di sicurezza e supporto al raggiungimento della conformità con report pronti all’uso.